La nostra storia
Era l’ormai lontano 25 aprile 1972 quando alcuni amici decisero di salire sul Monte Tomba sotto una fitta nevicata. Si ritrovarono presso l osteria Malga Doc Da Miet e ispirati da questa suggestiva giornata quasi invernale, riuniti intorno al fuoco, tra un bicchiere e l altro, rivivendola nella semplicità dell’atmosfera di un tempo, si lasciarono trasportare da uno dei gesti più spontanei che possono nascere in questi momenti di amicizia ed allegria nel silenzio della montagna: cantare. Cantare insieme, una cosa così semplice e così magica: l’armonia dei suoni che crea un dialogo e uno scambio di emozioni puramente istintivo, senza parole.Intorno al crepitio del focolare gli amici Dal Bon Marino, Dal Bon Massimo, Rizzardo Germano e Rossetto Innocente (“Busat”), ati da queste sensazioni, proposero di formare un coro e diedero così inizio ad una straordinaria avventura: la nascita del Coro Valcavasia. L’entusiasmo non fa perdere tempo e non molti giorni dopo, passati di casa in casa per scovare ogni possibile aspirante corista, ecco già la prima riunione presso l’Asilo in Piazza Pieve. Individuato come maestro Giacobbe Marcon, musicista e compositore dilettante di Cavaso, le voci delle circa 45 persone presenti furono provate e suddivise nelle tipiche sezioni vocali di un coro maschile. I neo coristi dimostrarono subito un grande entusiasmo e desiderio di continuare questo coinvolgente progetto, ma mancava una sede. Le prime prove si dovettero svolgere presso la vecchia osteria “da Zhecoia”, nei pressi della Chiesa Parrocchiale e successivamente in altri luoghi occasionali ed in case private. A luglio 1972 l’organico era di circa 39 elementi che si ridussero a 28 verso fine anno, quando il coro iniziò ad usufruire della sede del S.E.C., presso il Municipio. Il presidente era allora Rizzardo Germano e con i bravi “viva il giusto, viva il forte” e “la Chiesetta del Tomba” musicati dal Maestro Giacobbe Marcon, sulle parole del segretario del coro Delfini De Martin, si cominciò ad abbozzare il primo repertorio.

I primi passi e le prime esibizioni
In questo stesso periodo, già un significativo cambiamento: il Maestro Giacobbe Marcon lascia il posto al Maestro Quintino Piccolo, già direttore della Banda di Pederobba, che assume la guida del coro e lo porta alla sua prima apparizione in pubblico al Ristorante “Al Bersagliere”, in occasione della prima cena tra i coristi che vestivano una semplice camicia bianca come divisa, in quanto ancora mancante. La prima vera esibizione in pubblico avvenne la notte di Natale del 1972 nella Chiesa Parrocchiale di Cavaso, con la timida esecuzione di tre semplici pastorelle di Natale, frettolosamente approntate per l’occasione. Con il nuovo anno il coro lavorò intensamente per darsi una fisionomia e per sviluppare ulteriormente il repertorio (Signore delle cime, Monte Cauriol, Ta Pum…). Ogni corista acquistò a proprie spese la prima divisa e il Maestro Piccolo, sarto di professione, confezionò personalmente tutte le camicie. Questo fu un periodo molto significativo perchè, dopo varie animate discussioni, avvenne il battesimo ufficiale del coro che assunse il nome “Coro Valcavsia”. Cominciano i primi debutti con il presentatore Mario Vardanega e con la tipica divisa con camicia a quadri, pantaloni “alla Zuava”, calzettoni gialli e scarponi. Ad Agosto 1973 il coro Valcavasia si esibisce a Possagno alla festa di San Rocco e a Cavaso, alla festa della Benedizione. Risale a questo periodo la registrazione della prima “rudimentale” musicassetta destinata agli emigranti Australiani. Ma come da una densa nube nera, l’allegria è subito offuscata ed interrotta da un improvviso e grave lutto: la morte inaspettata di Delfino De Martin, primo segretario e vice maestro del coro. Con grande dolore ed incredulità i coristi dovettero affrontare questo difficile momento: la commozione fu indescrivibile e raggiunse il culmine quando il coro si trovò a cantare per la prima volta “Signore delle Cime” proprio per l’amico scomparso. Il coro, guardando in avanti, continuò a lavorare assiduamente, L’organico si era assestato e comprendeva già diversi coristi dai paesi limitrofi. Arrivano i primi frutti del duro impegno: ad aprile del 1975 l’organizzazione della prima rassegna Pedemontana di cori alpini presso il cinema Eden con la partecipazione dei cori Edelweiss e Monte Grappa e, a maggio, la partecipazione al 6 concorso nazionale di Ivrea (To), dove il coro Valcavasia ha la prima vera occasione di conoscere altre realtà corali di prestigio, traendone esperienze e stimoli preziosi. Nei due anni successivi continuano le esibizioni, tra cui meritano di essere ricordate la trasferta di Carpegna (PS), con esibizioni a S. Martino e Cesena, l’organizzazione della seconda rassegna Pedemontana di Cori Alpini e la partecipazione al 7 concorso di Ivrea (TO). Il coro Valcavasia adotta l’attuale stemma raffigurante la chiesetta del Monte Tomba, con il Monte Grappa sullo sfondo, e la chiave di violino, simbolo dell’attività musicale. Il 1978 è un anno di transizione e di significativi cambiamenti: il Maestro Quintino Piccolo lascia il coro le cui redini vengono prese dal Maestro Lino Massarotto. Il lavoro continua ed il repertorio viene ulteriormente rinnovato. Il coro organizza la 3 rassegna Pedemontana di cori alpini, sempre con l’intervento di cori di prestigio, e prosegue con la partecipazione a rassegne corali, manifestazioni e cerimonie.

La crescita: le prime difficoltà e i primi sogni
Un momento veramente difficile arrivò nel 1981 con la defezione del Presidente Damini Annibale e all’allontanamento dal coro di diversi coristi, a causa del servizio militare e di altri problemi e soprattutto per il Maestro Lino Massarotto che si apprestava a lasciarne la guida. Il coro si trovò in una situazione estremamente delicata e improvvisamente vide davanti a sè la possibilità del buio spiraglio dello sciolglimento. Il neo Presidente Angelo Perizzolo e i “superstiti”, seppero tener duro e la loro volontà e tenacia furono premiate con l’arrivo del giovane Maestro Sabino Toscan che verso la fine dell’anno prese la guida del coro, contribuendo ad evitare una critica e pericolosa interruzione dell’attività. In breve tempo il coro riprese il proprio cammino, grazie anche all’importantissima “boccata d’ossigeno” portata con l’entrata nell’organico di diversi nuovi giovani coristi. L’entusiasmo trovò il suo posto: il coro si trasferisce nella nuova sede di Bocca di Serra nelle ex scuole elementari che con non pochi disagi, vengono adattate al meglio per lo svolgimento delle prove. Oltre a proseguire con l’arricchimento del repertorio, ebbe inizio il primo significativo lavoro di impostazione a cura della vocalità. L’obiettivo di migliorare le qualità tecnico-espressive comportò problemi e difficoltà, tra cui la necessità di rivedere l’assetto delle sezioni e di effettuare una spiacevole selezione tra i coristi. L’organico massimo del coro comprendeva circa 22 coristi e, se pur esiguo rispetto ad altre compagini, poteva contare su un buon amalgama e soprattutto grinta e volontà che permisero di raccogliere lusinghieri consensi di pubblico. Il coro trae preziosa esperienza dalla partecipazione a due concorsi nazionali a Savignone (Ge) e nel 1982, per la prima volta, varca i confini nazionali recandosi in Germania, contribuendo in modo particolare alla nascita di un duraturo e speciale rapporto di amicizia e stima che successivamente si concretizzerà con il gemellaggio tra i Comuni di Cavaso del Tomba e Volkenswand. La partecipazione a concerti e rassegne, soprattutto con altri cori di maggior fama, è sempre occasione e motivo per studiarne e capirne ogni aspetto tecnico, espressivo e di personalità. Con ulteriore entusiasmo vengono registrate altre musicassette, con un lavoro puramente artigianale- casalingo. Si inizia a rinnovare la divisa per cercare un’immagine nuova e nel 1987 si cominciano a gettare le basi per la prima trasferta in Australia. Tutto ciò fa nascere tra i coristi un forte desiderio di crescita con il sogno, e forse già la consapevolezza, di poter diventare un giorno non molto lontano, qualcosa di speciale: una nuova strada, seppure in salita, era stata individuata ed iniziata.

L’evoluzione
Nel 1987 Sabino Toscan lascia la direzione del coro alla cui guida sebentra Attilio Dalla Rosa. Inizia un periodo di grande sviluppo tecnico: l’organico viene significativamente rafforzato da nuovi coristi e il repertorio conosce un profondo cambiamento ed arricchimento, con lo studio di brani d’autore ed armonizzazioni ed elaborazioni di particolare spessore. Il coro Valcavsia, con il nuovo presidente Giuseppe Rugolo, superato l’impatto con questa importante e non facile mutazione, dopo l’entusiasmante esperienza della prima tournèe Austarliana del 1988, trova la conferma delle proprie capacità tecnico-espressive con il primo posto al 6 concorso nazionale di Savignone (Ge) nel 1989. Assume la presidenza del coro Massimo Dal Bon, la struttura organizzativa del coro viene migliorata, e viene ufficialmente adottato uno statuto con il prezioso ed instancabile lavoro del segretario Gino Rugolo. Si apre così un periodo ricco di soddisfazioni ed ottimi risultati in importanti rassegne, in diversi concorsi nazionali, tra cui Adria, Biella, Ivrea, Vittorio Veneto, e con diverse esibizioni in Germania ed Austria. Nel 1992 Giuseppe Rugolo ritorna a ricoprire la carica di Presidente. Il risultato più significativo di questa nuova stagione arriva a marzo del 1994 con il primo posto con diploma d’oro nella categoria cori maschili al 3 concorso internazionale corale di Riva del Garda (Tn), una delle più importanti ed ambite manifestazioni del panorama della musica corale. Grazie a questo prestigioso successo, il coro viene invitato ad una importante tournèe in Germania con le ottime esibizioni a Valmarod e Limburg. Durante l’intensa attività concertistica ed il continuo lavoro di affinamento delle voci, sull’onda di questo entusiasmo e della particolare unione e compattezza tra i componenti, il coro contemporaneamente affronta lavori non meno importanti ed impegnativi, come la radicale sistemazione e trasformazione della sede, eseguita personalmente dai coristi, la realizzazione delle nuove divise, l’incisione di diverse musicassette e la grande emozione per l’incisione nel 1996 del primo CD “i colori della luna”, contenete tutto il nuovo percorso musicale. Questo importante ciclo trova la sua conclusione nel 1997 con l’abbandono della guida del coro da parte del Maestro Dalla Rosa: si apre tra i coristi un clima di incertezza, con la necessità di affrontare un nuovo percorso e la costruzione di un nuovo futuro sulle basi raggiunte.

Il cammino continua verso nuovi traguardi…
Accetta questo delicato incarico il Maestro Cesarino Negro, già impegnato con la direzione della Banda di Pederobba, e senza indugio il lavoro ha subito inizio. L’assetto delle sezioni subisce qualche aggiustamento, viene continuato il lavoro di affinamento delle voci, con particolare cura dell’espressività, e vengono migliorate l’immagine e la personalità del coro grazie anche alla competenza e professionalità del neo presentatore ufficiale Prof.Alessandro Gatto. Gli impegni crescono, in particolare con la preparazione della seconda tournèe in Australia nell’agosto 1998, in occasione della quale viene inciso il secondo Cd “Nostalgie” ed altre esibizioni in Baviera. Il repertorio viene ulteriormente integrato con nuovi brani e aperto ad una ulteriore internazionalizzazione. Particolare attenzione e cura vengono rivolti all’impostazione tecnico-espressiva, con l’avvio di un corso di vocalità grazie alla preziosa collaborazione di Emanuela Meneghello nel campo vocale e di Gianmartino Durighello nel campo espressivo-interpretativo. Rientra nel coro l’ex Maestro Sabino Toscan in veste di corista e secondo maestro, collaborando attivamente alla preparazione e sviluppo del coro. Il risultato di tutto questo notevole impegno dà immediatamente i suoi frutti e ne è una prima conferma la partecipazione al 17 concorso nazionale di Ivrea, a giugno 1999, dove il coro ottiene un ottimo risultato con un profilo tecnico di tutto riguardo. Il coro vive un momento di crescita: nel 2000 prende con energia le redini della presidenza Dario Dal Bon e l’organico, ulteriormente rinforzato, arriva ad oltrepassare i 40 coristi. Con il continuo studio e la ricerca di un repertorio nuovo e particolare, specialmente per verità e qualità dei contenuti, il coro può dire di aver raggiunto una sua propria personalità espressiva, ottenendo continui consensi di pubblico e critica. Si avvicina il traguardo dei 30 anni, con alle spalle un’infinità di ricordi, emozioni, difficoltà e soddisfazioni che hanno continuamente messo alla prova ed entusiasmato coristi e maestri. E proprio nel fatidico 2002, a 30 anni da quel sogno condiviso da pochi amici intorno a quel focolare sul Monte Tomba, come un regalo di compleanno portato dal destino, il coro, per premiare il suo lungo e faticoso cammino, ha voluto aggiungere altre due grandi emozioni alla sua avventura: il primo posto con diploma d’oro nella categoria cori maschili al 7 concorso internazionale corale di Riva del Garda (Tn) conseguito nel mese di marzo e l’incisione del terzo Cd “Storie e Memorie”.

Valcavasia, il perchè della scelta di questo nome …
Nel 1973, il coro, dopo una prima impostazione organizzativa e l’adozione della divisa, doveva essere battezzato con un nome significativo. Vennero individuati due nomi: “Coro Alpino Monte Tomba” e “Coro Valcavasia” e le discussioni sulla scelta furono molto animate e non facili. “Valcavasia” è il nome della verde e dolce vallata ai piedi del Massiccio del Grappa, su cui si estende Cavaso e di cui si gode un meraviglioso ed ampio panorama proprio del Monte Tomba, luogo dove l’idea del coro ebbe origine. Fu proprio la vastità e la maestosità di questa veduta che portò infine a scegliere il nome “Coro Valcavasia”, per il suo senso simbolico di apertura a persone, spazi, idee ed esperienze senza confini. Questi furono infatti gli ideali che i corsisti già da subito vollero porsi come irrinunciabile e fondamentale prerogativa e che non avrebbero tardato a concretizzarsi in un futuro non molto lontano.

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